- Gestione dalla primissima fase di start-up fino a IPO
- Visione e capacita' di mobilitare e motivare le persone
- Marketing/vendita, nuovi modelli di business e accelerazione della curva di adozione di prodotti / servizi innovativi
Sono nato nel 1963 a Tortona, in Piemonte. Sono sposato con Raffaella, con cui ho due figli fantastici, Letizia e Roberto, rispettivamente di nove e sette anni.
Ho studiato prima alla Bocconi a Milano, dove nel 1987 mi sono laureato con lode in Economia Aziendale con una tesi sulla Carta Commerciale con il Prof. Roberto Ruozi. Poi alla Columbia University a New York, dove nel 1992 ho conseguito un MBA con lode in Finanza e Business e ho anche lavorato come Assistente di Ricerca del Prof. Enrique Arzac.
Ho oltre 17 anni di esperienza professionale, sia come consulente sia come manager e imprenditore
Ho incominciato come Assistente del Direttore Finanziario in Ciba Geigy SpA, multinazionale svizzera nel settore farmaceutico, dal 1988 al 1990.
Sono diventato Engagement Manager in McKinsey & Co., dove ho lavorato dal 1992 al 1996 negli uffici di New York ('92/'93), Buenos Aires ('94) e Milano ('95/'96) gestendo team dedicati al supporto del top management di grandi gruppi nel settore telecom, tra cui AT&T, Nynex Mobile, Telecom Italia, Italtel-Siemens, nell'affrontare discontinuita' tecnologiche, regolamentari e di mercato.
Dal 1998, anno della fondazione, al 2001 ho partecipato, come membro del CDA, allo start-up di Lansdowne Partners Ltd, uno dei principali hedge fund europei, che, partito da zero, gestisce oggi un capitale di oltre 16 miliardi di Euro.
Tra il 1996 e il 2001 sono stato imprenditore e general manager nel settore delle telecomunicazioni e Internet. Le societa' piu' conosciute che ho fondato e di cui ho gestito il rapido sviluppo sono Planetwork SpA ed ePlanet SpA (oggi rinominata Retelit SpA).
Planetwork, che fondai nel 1996 due anni prima della liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, e' stato uno dei primi operatori telefonici alternativi in Italia nel segmento business. Dal momento della fondazione, ha raggiunto in quattro anni i 30 milioni di Euro di fatturato, con oltre 30.000 aziende clienti.
ePlanet, che fondai nel 1999, e' uno dei primi fornitori indipendenti di infrastrutture per le telecomunicazioni e di servizi integrati a banda larga, ed e' quotato alla Borsa Italiana dal 2000. Nel 2001, in seguito a una ricapitalizzazione e alla cessione del controllo ad altri investitori privati, lasciai la guida della societa', e successivamente cedetti la mia partecipazione.
Sono membro del CDA di Heat & Power Srl, early stage leader nella microcogenerazione distribuita in Italia.
Dal 2002 opero come freelance, svolgendo attivita' di advisory alla proprieta' e al top management su iniziative innovative ad alta crescita nei settori telecom, media, technology ed energia.
Attualmente sto lavorando al lancio di una tecnologia innovativa di cyber notary, per la trasmissione e la conservazione in modalita' sicura, certa e riservata dei documenti in formato digitale. Indirizzata inizialmente al segmento business, l'iniziativa offrira' da subito un servizio aperto di raccomandata elettronica per certificare con validita' legale l’avvenuta ricezione di messaggi e documenti, oltre a un servizio di trasmissione e archiviazione online di qualsiasi documento digitale e la sua conservazione, reperibilita' e certificabilita' nel lungo periodo.
Un momento particolare, che ti ha "acceso una lampadina"
Nel 1993, durante la mia esperienza statunitense presso McKinsey, avevo studiato il successo di piccole societa' che facendo squillare il telefono a New York e facendo tornare indietro la telefonata ("call back") erano in grado di strappare quote di mercato all'ex monopolista grazie all'offerta di prezzi vantaggiosi.
L'idea fondamentale per il lancio di Planetwork mi venne pero' una sera dell’autunno del 1995, a Ginevra, al World Telecom Fair. Sono stato letteralmente folgorato da una piccola scatola di plastica, minuscola e leggera, che interrompe il filo del telefono. Un minuscolo computer (che poi chiamai ":Telefox") che faceva tutto il processo da solo e poteva cosi' evitare al cliente il fastidio della pre-chiamata, velocizzando e instradando direttamente sull’operatore piu' conveniente prescelto. Chiamai infatti da Ginevra mio padre a Tortona passando per una triangolazione con New York, ed evitando a pie' pari la Swiss Telecom. Tornando da Ginevra decisi di dimettermi da McKinsey per avviare da li' a poco Planetwork.
Le tre qualita' fondamentali di un imprenditore
Fare l'imprenditore, soprattutto di una start-up, e' al tempo stesso uno dei mestieri piu' belli e piu' difficili, soprattutto se lo si vuole fare qui in Italia. Penso sia un po' come fare il giro del mondo in barca a vela controvento (anche se non l’ho mai fatto!!), soprattutto la prima volta. Occorre quindi:
- Credere in se stessi: se non ci credi tu per primo nessuno lo potra' mai fare, e non ti puoi permettere che gli altri lo facciano per primi, altrimenti hai gia' perso! Servono quindi dosi industriali di autostima e fiducia in se stessi, o "self confidence" come direbbero gli amici anglosassoni (McKinsey per questo e' stata un’ottima palestra).
- Disporre di flessibilita' e capacita' di adattamento: sapere da dove vieni e dove vuoi andare e' importante ma altrettanto sara' cambiare rotta per cogliere un’opportunita' ed evitare il pericolo. L'idea di business iniziale e' forse il 5-10% di quello che sara' dopo tre-cinque anni.
- Quindi occorre anche abbondare in tenacia e resistenza, ovvero dosi da cavallo di "resilience": per quanto di successo tutte le iniziative passeranno per alti e bassi, per mari tempestosi in cui l’imprenditore, e solo lui, deve saper tenere dritta la barra del timone (altrimenti la nave affonda).
Qual e' stato l’errore piu' importante che hai fatto?
Ho commesso l’errore piu' grande che un imprenditore possa fare: ho lanciato un ambizioso progetto di investimento (ePlanet) prima di avere tutti i soldi in banca per farlo. A mia parziale discolpa includo l’euforia del momento (si era in piena bolla Internet) e il fatto che in realta' i soldi pensavo proprio di averli tutti. Si trattava di lettere di impegno da parte di primarie istituzioni finanziarie internazionali, che pero' si sono volatilizzate con i primi venti di crisi sul mercato. Ho imparato sulla mia pelle che i soldi devono essere in banca, e non semplici parole su lettere a cui qualcuno potra' decidere di non dar seguito per "qualsivoglia" ragione.
E quale invece l’intuizione migliore?
Ho lanciato Planetwork nel 1996, due anni prima della liberalizzazione del settore telecom. Si basava su un modello di rivendita della connettivita' e del traffico che allora era decisamente avanzato. L'azienda ha infatti preso la quarta o quinta licenza italiana di operatore per le telecomunicazioni ed è diventata in poco tempo il quinto operatore business in Italia. Quando poco dopo si aperto il mercato infatti eravamo i primi ad avere un'offerta alternativa a Telecom sul mercato business.
Il tuo imprenditore modello
Martin Varsavski, oggi noto per la sua iniziativa FON a cui ho collaborato nella fase iniziale di lancio in Italia, ma che ha fondato molte aziende conosciute nel settore Telecomunicazioni, Media, Tecnologia (es. Viatel, Jazztel, Ya-Com) oltre a essere investitore e business angel in numerosissime iniziative del cosiddetto Web 2.0. Mi piace molto il suo approccio sistematico alla creazione di nuove aziende. Il capire quando passare il testimone delle sue aziende ad altri che in quel momento possono aggiungere piu' valore. Senza l’ossessione del possesso/controllo. Martin e' una persona molto rivolta al marketing, a volte con un approccio forse fin troppo estremo. Ma ha forti competenze e dinamicita', sa ideare modelli di business rivoluzionari e dirompenti per il mercato, e si muove con estrema facilita' in un contesto di mercato globale sfruttando al massimo ogni opportunita' tecnologica. Secondo me rappresenta uno dei casi piu' interessanti di imprenditore innovativo e seriale europeo.
Un consiglio personale per chi ci sta provando
Cosa e' meglio per te lo puoi sapere solo tu, nessuno si puo' permettere di dirti cosa devi fare. Concentrati su quello che senti, e non lasciare a nessuno la possibilita' di dirti quello che puoi o devi fare. Una persona deve seguire il piu' possibile la sua passione e la sua ispirazione. Anche dal punto di vista degli obiettivi: e' giusto voler guadagnare, anche bene, dalla propria attivita'. Ma considerarlo l'unico scopo puo' portare a fare qualcosa che in realta' non piace.
Qualche dettaglio personale
Amo viaggiare per scoprire nuovi Paesi, la loro storia e le diverse culture. Da quello che e' stato molte volte trovo l’ispirazione per intuire quello che potra' essere anche in contesti del tutto differenti. Gioco a tennis, mi piace sciare, prendermi cura del mio giardino e cucinare grigliate per gli amici. Sono un lettore vorace di giornali, blog e libri.
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