- Governare risorse umane
- Lavorare in team
- Gestire turn-around complessi
Ho maturato oltre 20 anni di esperienze professionali nel mondo dei servizi finanziari, assicurativi, bancari e turistici sia come manager che come consulente. Le mie responsabilità manageriali più importanti sono state:
• Amministratore Delegato del Gruppo Banca Fideuram S.p.A.
• Amministratore Delegato Rasbank S.p.A.
• Amministratore Delegato della Compagnia di Assicurazione Allianz Subalpina S.p.A
• Direttore Generale Mercato Retail e Small Business di RAS Assicurazioni S.p.A.
• Direttore Generale Alpitour S.p.A.
• Direttore Commerciale RAS Assicurazioni S.p.A.
• Direttore Centrale - Responsabile Direzione Liquidazione Danni di RAS Assicurazioni S.p.A.
Prima di diventare manager sono stato per cinque anni in McKinsey & Company, Inc. Italy, dove ho avuto la responsabilità di progetti di consulenza alle principali istituzioni finanziarie italiane (es. BNL, Banca di Roma, Rolo Banca, RAS Assicurazioni) e società internazionali di servizi (es. IBM) sulle tematiche tipiche del top management (es. ristrutturazioni organizzative, integrazioni post-fusione, rilancio commerciale, ridisegno dei processi produttivi chiave, strategia e avvio nuovi business).
Sono nato nel 1958 a Carmagnola (TO) dove sono rimasto fino al Liceo Classico, poi all'Università di Torino ho conseguito la Laurea in Economia e Commercio con 110/110 e lode e Menzione Accademica.
Ho collaborato per un po' con l'azienda di famiglia, un pastificio con forti esportazioni in tutto il mondo. Grazie a una borsa di studio vinta, nel 1984 mi sono trasferito a Milano dove ho conseguito il Master in Business Administration alla Scuola di Direzione Aziendale dell'Università Bocconi, con Diploma di Alto Merito.
A maggio 2007 il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, mi ha nominato Cavaliere della Repubblica.
Negli anni recenti mi sono occupato principalmente di gestione delle esigenze di risparmio, investimento e previdenza di grandi segmenti di clientela affluent e high networth. Attualmente sto collaborando con AT Kearney S.p.A. e mi sto dedicando, fra le altre cose, alle problematiche legate all'impatto dell'allungamento della vita umana sui fabbisogni finanziari e sui rischi di longevità delle persone.
In quale modo la tua attività è correlata con l'imprenditoria?
Da sempre i gestori di denaro degli asset manager, delle banche e delle assicurazioni ricercano le migliori opportunità di investimento da offrire alla propria clientela. Negli ultimi anni, da un lato, l'innovazione regolamentare ha creato nuovi mercati dei capitali di più facile accesso per le aziende, anche quelle più piccole ma promettenti, dall'altro l'innovazione finanziaria ha sviluppato nuovi prodotti più flessibili in grado far accedere fasce sempre più ampie di risparmiatori anche a investimenti sofisticati, prima impensabili.
Quali sono stati i tuoi principali coinvolgimenti in esperienze imprenditoriali?
Sono cresciuto in una famiglia di piccoli/medi imprenditori e fin da ragazzo ho collaborato con l'azienda di casa. Ho iniziato caricando e scaricando i camion di pasta, poi, grazie agli studi, ho dato il mio contributo allo sviluppo dei sistemi interni di controllo di gestione ed alla crescita delle vendite nei mercati d'oltre oceano.
Più di recente, alla fine degli anni '90 - inizi 2000 sono stato socio e ho supportato alcuni ex-colleghi di McKinsey nel lancio di uno dei primissimi tour operator online. Sono state entrambe esperienze molto emozionanti e formative.
In caso di futuri coinvolgimenti in iniziative imprenditoriali, quali esperienze vorresti ripetere e quali invece gli errori da evitare?
Credo sarebbe molto interessante riuscire a conciliare l'esperienza manageriale con quella di imprenditore anche quando si hanno responsabilità impegnative e quindi relativamente poco tempo a disposizione.
Fra gli errori, come manager ho imparato che non sempre ci si può permettere di scegliere i propri azionisti, ma grazie a un contratto fatto bene si può evitare di logorarsi in inutili contrasti quando è chiaro che le reciproche prospettive non sono più allineate. Con i propri soci, dove ovviamente è più difficile e laborioso separare le proprie strade, oltre a scegliersi reciprocamente con cura sarebbe auspicabile definire delle exit strategy che non mettano a repentaglio la sopravvivenza delle aziende. L'Italia purtroppo ha fornito diversi esempi difficili, soprattutto a livello di capitalismo familiare.
Un consiglio per stimolare l'imprenditoria?
L'Italia è sempre stato un paese ricco di iniziativa imprenditoriale e lo è tuttora. Purtroppo però il crescente divario del nostro sistema paese dal resto dell'Europa, diffuso e percepito ormai in molti ambiti sociali ed economici, potrebbe incidere negativamente anche sullo spirito di iniziativa imprenditoriale. Auspico quindi un sempre maggiore rafforzamento della UE e delle sue regole e direttive verso i paese membri, così da contribuire, magari in modo un po' forzato ma efficace, a colmare alcuni dei nostri gap.
Qualche dettaglio personale su di te
Sono sposato da oltre venti anni e ho due figli, una femmina e un maschio, di 18 e 13 anni. Contribuire alla loro crescita, soprattutto nell'adolescenza, è un compito molto difficile e impegnativo. Non ci si può imporre con la sola autorità, bisogna convincerli, avolte accettandi di discutere su tutto, ma proprio su tutto. E ciò richiede tempo e pazienza infiniti. In famiglia stiamo cercando di dar loro un'educazione aperta anche al di fuori dei confini nazionali. Appena posso cerco di fare molte attività sportive con loro (sci, vela, scuba diving, ecc.).
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