- Operations
- Organizzazione e gestione risorse umane
- Mercato italiano del credito alle famiglie
Sono nato e cresciuto a Milano, dove ho conseguito la maturita' classica nel 1988 all'Istituto Leone XIII e la laurea in Ingegneria Gestionale nel 1994. Ho iniziato la mia carriera professionale in societa' di consulenza manageriale, prima la Busacca & Associati, poi la Booz Allen & Hamilton. Nel 1996 mi sono trasferito negli Stati Uniti, dove ho ottenuto un MBA dalla Sloan School del MIT di Boston. Ho lavorato a Chicago, sempre in Booz Allen & Hamilton, fino al 2000 quando sono tornato in Italia per fondare, assieme a un collega di Master (Marco Pescarmona) il Gruppo MutuiOnline. Da allora, assieme ai miei compagni di strada, ho costruito il successo di questa azienda, che nel giugno del 2007 si e' quotata al segmento STAR della Borsa Italiana (tkr: MOL.MI), ed è nota presso i consumatori soprattutto per i marchi MutuiOnline e PrestitiOnline.
Mi occupo soprattutto di "operations", e in questi mesi sono impegnato nella crescita della divisione Outsourcing del nostro gruppo, cercando di sfruttare le opportunita' offerte per l'offshoring dai paesi dell'Est Europa.
Un momento particolare, che ti ha "acceso una lampadina"
La mia permanenza negli Stati Uniti e' stata fondamentale: in Italia i "role model" raramente sono degli imprenditori e c'e' la convizione diffusa che per costruire un'impresa di successo esistano due strade: o si ha un'impresa di famiglia, o serve "un'idea" geniale, che "esploda", autofinanziandosi.
Gli Stati Uniti sono invece il regno del possibile, innanzitutto a livello "culturale". Nessuno ti guardera' mai "di traverso" se a quarant'anni decidi di cambiare carrierea e fare qualcosa di completamente diverso, rimettendoti a studiare, cosi' come tutti si aspettano che le imprese di successo vengano create da giovani brillanti. Nessuno ti dice che sia facile, ma certo nessuno si scandalizza che uno ci voglia provare. E tutto il sistema e' "pronto" per accogliere chi vuole provarci, dai corsi universitari ai Venture Capital che finanziano.
Il 2000, oltre alla "sbronza" Internet, ha anche portato, seppur per poco tempo, anche in Italia un substrato pronto ad accettare iniziative imprenditoriali di prima generazione. Marco Pescarmona e io abbiamo avuto l'intuizione di capire che era il momento giusto per provarci.
Le tre qualita' fondamentali di un imprenditore
- Innanzitutto bisogna avere la capacita' di correre il rischio, di accettare la turbolenza, il cambiamento, l'incertezza, e perfino la "fragilita'" della propria impresa come proprio "habitat"
- Per adattarsi a questo ecosistema, e' importante quindi essere capaci di focalizzarsi, avere fiducia in se stessi, saper fare avvenire le cose, avere cioe' quello che gli studiosi di management chiamano la "capacita' di execution"
- E il primo punto dell'execution e' senza dubbio quello di saper individuare le persone con cui costruire la propria impresa, condividendone con loro il rischio e i ritorni.
Qual e' stato l'errore piu' importante che hai fatto?
Di errori ne ho fatti tanti. Ne richiamo qui due:
- Nella gestione delle risorse umane, fingere che i probemi non ci siano, nella speranza che scompaiano o per amore del "quieto vivere". Questa "avoidance", il "lasciar correre", finisce sempre per rivelarsi un boomerang: alla fine ti trovi ad affrontare situazioni ormai totalmente compromesse e di difficile gestione.
- All'inizio della mia avventura di imprenditore, per ingenuita', mi sono fidato un po' troppo delle promesse. Come ha detto anche qualcun altro in questo sito, sono solo gli accordi scritti e i contratti che contano, ed e' importante scriverli e leggerli con grande attenzione.
E quale invece l'intuizione migliore?
Che non si sarebbe facilmente ripresentato un momento come il 2000, e che il momento andava colto al volo.
Il tuo imprenditore modello
Mi e' sempre piaciuto l'approccio "razionale" con cui Jeff Bezos ha deciso di creare Amazon. Devo pero' ammettere che i miei role model, pero', sono piu' dei grandi manager che dei grandi imprenditori… a partire da Jack Welch.
Un consiglio personale per chi ci sta provando
Non si puo' fare l'imprenditore part-time e senza rischiare. Troppo spesso amici e conoscenti mi raccontano di idee su cui stanno lavorando, di idee che vorrebbero "vendere" affinche' qualcun altro le realizzi, di business plan su cui stanno lavorando nei weekend da anni. Il primo vero capitale che un Venture Capital o un Business Angel vuole vedere che siete disposti a investire e' quello del vostro tempo e della vostra carriera.
Qualche dettaglio personale
Ho 38 anni, sono sposato e ho una bambina di due anni. Amo leggere e viaggiare.
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