Marco Palombi intervista Luigi Orsi Carbone per la serie Capturing Creativity.
Credo che la mia esperienza imprenditoriale e manageriale possa risultare istruttiva per chi si avvicina al mondo imprenditoriale, perche' gli start up che crescono rapidamente sono naturalmente soggetti a correre elevati rischi finanziari ovvero corrono il rischio di non avere tutte le risorse necessarie per adattarsi a mercati finanziari che cambiano umore, alla domanda che ritarda a materializzarsi, etc.
A volte l'imprenditore può commettere errori di valutazione e puo' imbarcarsi in progetti troppo rischiosi e ambiziosi per la solidità delle proprie spalle. Quando ciò succede l'imprenditore deve saper rapidamente avviare un processo di ristrutturazione dell'azienda per preservare gli interessi dell'azienda e minimizzare le perdite di tutti gli stakeholder ... soprattutto se l'azienda è pubblica, anche rinunciando al proprio interesse passando il controllo ad altri.
Questo è che quello che ho fatto con ePlenet (oggi Retelit). Gli studi dicono che gli imprenditori che sono caduti apprendono dai propri errori e possono essere più preparati ed accorti ad affrontare con maggiori probabilità di successo nuove sfide in futuro. L'insuccesso, in un sistema imprenditoriale che funziona, è parte della "creative destruction" che fa sopravvivere solo i migliori e forgia l'esperienza e il carattere degli imprenditori. Non le stigmati o marchio di infamia tipico delle società come la nostra dove l'insuccesso equivale al fallimento, da condannare e perseguitare con il risultato che le persone più accorte non provano neanche a rischiare, con la conseguenza che si creano meno aziende di quante se ne potrebbero creare.
Sul mio blog, qualche tempo fa, ho scritto proprio di questo.
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