Alla fine dell'anno scorso ha fatto molto discutere la proposta del ministro Brunetta di introdurre i "tornelli" per controllare le presenze dei magistrati. In realtà la maggioranza degli italiani capisce benissimo che introdurre un po' di pressione per i magistrati "fannulloni" non può che fare del bene e quindi le proteste, soprattutto da parte dei magistrati, stanno già scemando.
Purtroppo però nessuno dice che i tornelli faranno ben poco per ridurre i tempi della giustizia, soprattutto quella civile, che in Italia è di gran lunga la più lenta dei paesi sviluppati. Innanzitutto perchè i magistrati non hanno obblighi di presenza negli uffici giudiziari al di fuori degli orari di udienza e lavorano soprattutto da casa, anche perché in molte sedi non dispongono neanche di un ufficio e quindi mettere i tornelli rischia di servire a ben poco. Ma la ragione principale è che la maggioranza dei magistrati non è fatta di "fannulloni" da controllare con i tornelli. C’è bisogno piuttosto di una nuova classe dirigente che li sappia guidare e motivare a fornire un miglior servizio ai propri cittadini. Quando avviene, i risultati si vedono. Al tribunale di Torino è nato un "seme del merito" della nostra magistratura grazie al suo Presidente, Mario Barbuto, che in sette anni ha ridotto drasticamente i tempi delle cause civili. Oggi a Torino il 90 per cento dei processi si chiude in meno di tre anni e il 60 per cento in meno di un anno. Il dr. Barbuto non ha messo i tornelli per i suoi 80 magistrati civili e non ha licenziato nessun magistrato "fannullone" (anche se l’avesse voluto, non avrebbe potuto, perché i magistrati non si possono licenziare). Non ha neanche cambiato le leggi, perché questo non è certo di sua competenza. Non ha fatto grandi proclami sulla stampa e in televisione
Mario Barbuto ha solo fatto ciò che altri eccellenti leader pubblici e privati fanno da tempo: ha misurato le prestazioni dei suoi magistrati in termini di tempo, cosa che prima non veniva fatta perché la cause da smaltire per prime erano le ultime e non le più vecchie. Ha creato una ventina di semplici procedure di riferimento per aiutare i suoi magistrati. Soprattutto, li ha motivati facendoli sentire dei veri "direttori d’orchestra" dei loro processi, invece che dei semplici partecipanti.
La riduzione dei tempi della giustizia civile è stata essenziale per il miracoloso rilancio della città di Torino in questi anni, grazie all’opera di un altro grande leader, il sindaco Chiamparino. La giustizia penale gode degli onori della cronaca su giornali e TV, ma è quella civile a paralizzare ogni giorno l’attività milioni di italiani che a causa della sua lentezza perdono la fiducia che l’impegno serva a qualcosa e che il merito venga premiato. Ma a Torino un giovane imprenditore non teme più che un suo cliente insolvente gli dica "Vuoi essere pagato? Fammi causa": se fa causa, la vince in un tempo ragionevole.
L'esempio del Tribunale di Torino è emblematico perché la giustizia civile è essenziale per restituire fiducia nello Stato agli italiani. Altrimenti i nostri concittadini si rifugiano nella famiglia, fino alla degenerazione di quel "familismo amorale" da cui traggono forza le lobby italiane che hanno stritolato la nostra economia negli ultimi venticinque anni.
Ma il caso del tribunale di Torino è importante anche perché fa capire che meritocrazia non significa "licenziare i fannulloni" (che pure resta un principio encomiabile) ma costruire una nuova classe dirigente pubblica eccellente.Tony Blair ha migliorato sostanzialmente il servizio pubblico inglese creando una "delivery unit" di 50 giovani eccellenti che non "consegnasse" agli inglesi le solite promesse preelettorali di grandi infrastrutture e milioni di posti di lavoro, ma miglioramenti nella vita di tutti i giorni: i risultati dei test di inglese della quinta elementare (che erano pessimi), i tempi di attesa delle TAC, la probabilità di subire un furto. I principi con cui operava la delivery unit guidata da Michael Barber ricordano quelli usati da Barbuto: i miglioramenti dovevano essere SMART. S come "specifici" (la riduzione dei tempi della giustizia civile). M come "misurabili" (90 per cento delle cause risolte entro tre anni). A come "achievable" (realizzabili), T come "time limited" (con dei limiti di tempo: i sette anni di Barbuto).
Questo è il suggerimento per il Presidente del Consiglio, quando il dibattito sui "tornelli" del ministro Brunetta sarà terminato: affidare a un leader come Mario Barbuto la delivery unit per la riduzione dei tempi della giustizia civile in tutto il Paese. Se è stato possibile realizzarla a Torino, perché non a Roma e a Milano?
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