A Settembre di quest'anno sono stato contattato dall'Altis, la Business School dell'Università Cattolica, per fare parte della giuria dell'edizione italiana 2008 della Global Social Venture Competition (qui l'originale in inglese, qui il blog in italiano). Creato nel 1999 dall'Università americana di Berkeley, è un concorso internazionale che ha come scopo quello di favorire la nascita di nuove imprese a forte impatto sociale. Ora, grazie all'iniziativa di Altis, verrà effettuata la selezione dei migliori Business Plan di aziende italiane sia potenzialmente redditizie che ad alta rilevanza sociale.
L'obiettivo è quindi duplice: le idee imprenditoriali devono creare un'impresa profittevole, ma con concreti ritorni di carattere "sociale", per esempio solidale, medico-scientifico, ambientale. Attualmente Altis sta effettuando la fase di pre-selezione dei Business Plan che parteciperanno alle fasi finali del concorso (circa 10-15). Successivamente, nella prima metà di Gennaio sarò chiamato, insieme ad altri colleghi, a valutare i Business Plan e a dare un mio personale ranking secondo i criteri stabiliti nell'edizione internazionale. Il 29 Gennaio verranno infine nominati i sette candidati finalisti e premiati i tre vincitori. Il premio consiste in €10.000 e l'ammissione al concorso internazionale che prevede, in caso di vittoria, un ulteriore premio finale di $25.000.
Ho deciso di aderire con entusiasmo alla GSVC poiché ho spesso la possibilità di valutare molte iniziative imprenditoriali potenzialmente di successo, e di conseguenza ho apprezzato la possibilità di condividere la mia esperienza in un progetto serio e ben organizzato. L'elemento di maggiore novità introdotto da questo concorso, e che ha suscitato il mio forte interesse, è sicuramente la combinazione imprenditoriale tra profittabilità e impatto sociale, che sarà un fattore sempre più preponderante nell'immediato futuro.
Devo però rilevare, che a differenza dei criteri di valutazione di profittabilità di un progetto (ritorno finanziario sull'investimento, modello di business, mercato e opportunità di crescita, esperienza specifica del team etc), quelli di carattere sociale sono certamente più difficili da utilizzare, in quanto le metodologie per quantificare i
valori generati dai modelli attuali (es. SRoI – Social Return on Investment) sono ancora in fase di evoluzione, a causa della loro recente creazione.
Per esempio: il progetto vincente del 2003, Developing Power, prevedeva di interrompere il ciclo di povertà di alcune zone del Brasile attraverso l'accesso all'elettricità di migliaia di abitazioni. I primi benefici misurabili sono l'aumento dell'educazione, il miglioramento della salute umana, il comfort, ma anche la produttività, poiché dal 20% al 30% delle attività lavorative in quella zona sono svolte in casa e pertanto con l'elettricità si potevano ottenere due ore in piu' di lavoro.
Sfruttando uno studio del World Bank nelle Filippine, quale proxy, e adattandolo al Brasile, Developing Power ha dimostrato che questo aumento generava un reddito supplementare di $34/mese per famiglia. Considerando di voler rendere "elettriche" 90.000 famiglie in 15 anni, si è cosi' generato un ritorno sull'investimento di 3.2 volte, e un Social NPV (SNPV) di €91 Milioni.
Certamente, il team della GSVC, per primo, è ben conscio della difficoltà e aleatorietà di tali dati, se comparati con dati solo finanziari. C'è ancora molto da fare, ma questo è un approccio che mi è sembrato interessante... sapro' dirvi di piu' dopo il 29 gennaio.
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